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Sanremo : Marco Masini, “Spostato di un secondo”


Marco Masini sarà in gara al Festival di Sanremo con il brano “Spostato di un secondo”, scritto da Diego Calvetti e Zibba. La sua prima volta sul palco dell’Ariston fu nel ’90, anno in cui vinse nella sezione Giovani con “Disperato”. Si presentò anche nell’edizione successiva, nella quale si posizionò al terzo posto subito dopo Renato Zero e Riccardo Cocciante. Ci riprovò poi altre quattro volte negli anni a venire. La seconda vittoria, stavolta nella categoria Big, arrivò al 2004 con “Uomo volante”.
“Spostato di un secondo” parla di vita, di come sarebbe bello poter gestire la nostra vita con uno spostamento spazio-temporale, magari di un secondo soltanto. Basterebbe, forse, per rimediare a quelle cose che non si riescono a svolgere nella maniera migliora a causa della poca esperienza. Il singolo rappresenta un nuovo capitolo per Marco Masini, un album che lo ritrova cresciuto, cambiato, forse maturato, certamente con molta vita alle spalle. Un disco nel quale il cantante descrive quello che gli è capitato, dall’inizio del suo percorso fino ad arrivare alla persona che è oggi, attraverso un cambiamento di sonorità, parametri, strutture, linguaggio, modo di esprimermi.
Uscirà il 10 febbraio il nuovo album di inediti “Spostato di un secondo”. Dal 30 Aprile, invece, partirà il tour nei teatri.


Testo completo


Mi sono incontrato a cinque anni cadendo
E ho scoperto che cadere fa male
Nel primo schiaffo ho capito il pianto
E che se è non strettamente vitale non si deve rubare
Ho scoperto che l’amore è un’arte da capire
E l’ho scoperto così semplicemente amando
Che tutto cambia mentre lo stai vivendo
E che alcune cose si allineano a stento
Si allineano a stento
Un’altra volta indietro e ritrovarmi nudo
E ritrovar la voglia di riempire ogni vuoto
E fare tutto di nuovo, fare tutto di nuovo
Di nuovo
Un attimo dopo
E adesso vorrei sapere
Come sarebbe il mondo
Se tutto quanto fosse
Spostato di un secondo
Adesso ti vedrei
Scegliere di restare
E invece te ne vai
E io, io ti lascio andare
Io che con la nicotina non ho fatto pace
Vorrei tornare lì per non provare nemmeno
Vedere da grande come diventa una voce
Se non la vizi con trent’anni di veleno
Io che da sempre le considerazioni
E se sei segnato è dalle tue azioni e dalle onde del mare
Poi uno sconosciuto fa sentire una canzone
E riparte dal suo nome per ricominciare
E adesso vorrei sapere
Come sarebbe il mondo
Se tutto quanto fosse
Spostato di un secondo
Adesso ti vedrei
Scegliere di restare
E invece te ne vai
E io, io ti lascio andare
E tornerei daccapo
Nella stessa stanza
Fare tutto di nuovo
A un metro di distanza
Per ricadere ancora
Negli stessi istanti
Negli stessi posti
Magari un po’ più avanti
Come se fosse un altro vento
Una seconda occasione
Uno sguardo distante
L’altra faccia della stessa emozione
Fare tutto di nuovo
Un attimo dopo
E adesso vorrei sapere
Come sarebbe il mondo
Se tutto quanto fosse
Spostato di un secondo
Adesso ti vedrei
Scegliere di restare
E invece te ne vai
E io, io ti lascio andare
Mi sono incontrato questa mattina cadendo
E mi stupisce ancora che cadere fa male
Un altro schiaffo e ho capito il pianto
Un altro schiaffo e ho capito il pianto
Mi sono incontrato questa mattina cadendo
E mi stupisce ancora che cadere fa male
Un altro schiaffo e ho capito il pianto
E se è non strettamente vitale non rinunciamo ad amare
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